Il conflitto

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Cari Wrimos,

se avete già abbozzato la vostra trama, verificate che non vi manchi un elemento essenziale: c’è una qualche forma di conflitto? Senza conflitto, infatti, rischiate di perdere i lettori per strada, perché la vostra storia non avrà abbastanza tensione per coinvolgerli e questo a prescindere dal vostro genere.

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’azione da sola non tiene il lettore incollato alla pagina. Quello che il lettore vuole vedere è come il protagonista riuscirà a superare gli ostacoli che ponete sul suo cammino.

Un ostacolo si crea quando il protagonista vuole qualcosa (o ha bisogno di qualcosa) e qualcuno o qualcosa gli impedisce di raggiungere questo suo obiettivo. Questa contrapposizione genera conflitto. Senza alcuna forma di conflitto, né esteriore né interiore al protagonista (come una sua paura o un suo meccanismo di difesa che lo bloccano lungo il suo cammino), la vostra storia non stimolerà l’empatia dei lettori e il vostro protagonista sarà presto dimenticato.

Potete scegliere un conflitto solo, che si articolerà lungo tutta la vostra storia, oppure un conflitto portante e altri conflitti secondari. Non pensate sempre solo in grande, pensate a tante piccole cose che possono intralciare il vostro protagonista: perde il cellulare? Le chiavi? Il treno? Il marito della protagonista si rompe un braccio e lei deve assumersi anche i suoi compiti in famiglia, proprio quando al lavoro le hanno assegnato un incarico a cui teneva e dovrebbe fare straordinari per portarlo a termine?

Inventatevi qualsiasi cosa, ma non date al protagonista quello che vuole (o quello di cui ha bisogno) senza farlo lottare, se non volete deludere i vostri lettori.

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