L’elevator pitch

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Cari Wrimos,

la sfida è cominciata! Siete belli motivati? State già scrivendo? Oggi, oltre a raggiungere il vostro primo traguardo entro mezzanotte, potete anche sviluppare il vostro «elevator pitch» o semplicemente «pitch», ossia una frase brevissima che racchiuda il succo della vostra storia.

Si dovrebbe puntare a circa 25 parole, ma potete anche arrivare a 50. In ogni caso non superate le 100 parole. Se non riuscite a condensare la vostra storia in una semplice frase, vuol dire che dovete ancora chiarire bene che romanzo volete scrivere. A volte, facendo questo esercizio, ci si accorge che si stanno scrivendo tre storie in una e allora vanno divise in tre libri per non confondere il lettore.

L’elevator pitch (in Italia chiamato da alcuni anche abstract) è la frase che userete per presentare la vostra storia a chi non la conosce: dovete farlo senza sprecare tempo e senza annoiare il vostro interlocutore, come se aveste pochi secondi in un ascensore. Dovete incuriosirlo e spingerlo a comprare il vostro libro! Fate sorgere nella sua mente un punto di domanda che non gli lasci pace, finché non avrà letto la vostra storia fino alla fine!

Esempi:

  • Un orfano viene selezionato in una scuola per maghi (8 parole, Harry Potter -> Come mai? Da chi? Cosa imparerà lì? Cos’è successo ai suoi genitori?)
  • Un professore di simbologia svela i codici nascosti in antiche opere d’arte, mentre cerca il Santo Graal (18 parole, Il Codice Da Vinci -> Troverà il Santo Graal? Che codici sono?)

Come in questi esempi, non indicate il nome proprio, bensì il ruolo, la professione o la caratteristica distintiva del vostro protagonista. Il pitch deve infatti convogliare l’attenzione dell’interlocutore sull’originalità dell’idea alla base della storia.

Questo esercizio serve anche a voi scrittori come faro durante la scrittura: vi aiuterà a rimanere ancorati alla vostra idea di fondo e anche a scrivere più velocemente! Happy writing!

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