Perché prevedere un arco di trasformazione del protagonista

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Cos’è l’arco di trasformazione del protagonista

Con il termine “arco di trasformazione” si intende la serie di cambiamenti emotivi e caratteriali a cui il protagonista va incontro mentre si muove lungo l’arco narrativo, che invece è costituito da tutti gli eventi e le azioni “esterni” al protagonista.

L’arco di trasformazione si fonda essenzialmente sul trauma del protagonista, ossia qualcosa di negativo che gli è successo in passato e che lo ha segnato per sempre. Nel corso della storia, mentre cerca di raggiungere il suo obiettivo esteriore, il protagonista si confronta con questa sua ferita psicologica e infine la supera, giungendo a una versione più completa di sé.

Se il protagonista non supera il suo trauma, siamo in presenza di una tragedia e l’eroe non solo fallirà sul piano emotivo, ma non otterrà nemmeno ciò che si era prefissato all’inizio della storia.

I 10 vantaggi dell’arco di trasformazione

Ecco i 10 modi in cui prevedere un arco di trasformazione dell’eroe nel nostro romanzo può contribuire a migliorare la nostra storia.

L’arco di trasformazione del protagonista:

  • Fornisce al lettore un quadro completo della narrazione, presentandola non solo dall’esterno, ma anche dall’interno, attraverso gli occhi e i sentimenti del protagonista.
  • profondità alla storia, perché possiamo mostrare il risvolto psicologico di ogni azione o evento per il protagonista. Come esseri umani noi non compiamo solo azioni dalla mattina alla sera, bensì pensiamo e reagiamo agli eventi nel nostro intimo. Quindi perché non dare questa tridimensionalità anche al protagonista della nostra storia?
  • Rende il protagonista più verosimile (e non solo lui, in quanto possiamo sviluppare un arco per qualsiasi personaggio importante).
    Ogni essere umano cambia nel corso della vita in base alle esperienze che fa. Lo stesso vale per il protagonista: ciò che gli accade nella storia lo trasforma in una persona migliore, che ha preso coscienza delle sue carenze e ha trovato la forza di superarle.
  • Ci rivela che cosa spinge veramente il protagonista ad agire, reagire, pensare e decidere in un determinato modo, ossia la sua motivazione a perseguire un determinato obiettivo. Se diamo al protagonista un obiettivo senza motivare questa sua meta, rimaniamo solo sulla superficie della storia e non sfruttiamo appieno il suo potenziale.
  • Collega l’obiettivo esteriore a quello interiore. Ogni protagonista deve avere un obiettivo esteriore, ossia qualcosa di concreto che vuole assolutamente raggiungere alla fine della storia. I protagonisti con un arco di trasformazione hanno anche un obiettivo interiore (perlopiù inconscio) da soddisfare, ossia una loro carenza emotiva che va superata. Questa carenza interiore determina in modo essenziale anche l’obiettivo esteriore che il protagonista sceglierà di raggiungere, perché il soddisfacimento dell’uno è connesso al soddisfacimento dell’altro.
  • Consolida il rapporto di empatia tra lettore e protagonista. Il processo di trasformazione del protagonista, fatto di vittorie e sconfitte, è qualcosa che il lettore riconosce perché lo vive tutti i giorni. Dunque è un elemento che lo avvicina al protagonista e lo fa partecipare anche emotivamente alle vicissitudini che l’eroe dovrà affrontare nel corso della storia.
  • Fornisce un filo conduttore che collega gli eventi della storia e le azioni del protagonista in una successione logica, quindi contribuisce a dare coerenza alla storia.
  • È un criterio di selezione in fase di revisione. Ci aiuta infatti a determinare quali scene lasciare nella narrazione e quali eliminare.
  • È un veicolo del tema ossia del messaggio sulla vita, la condizione umana o l’universo che, come scrittori, vogliamo trasmettere al lettore con la nostra storia. Le storie che restano a lungo nel cuore degli scrittori sono quelle che hanno un tema forte e un arco di trasformazione altrettanto marcato.
  • Fornisce al lettore un esempio di come comportarsi (o non comportarsi) per superare le proprie ferite emotive, ottenere i propri obiettivi e, in ultima analisi, raggiungere la felicità.

Le storie con un arco di trasformazione

Le storie incentrate sul personaggio (romance, narrativa contemporanea, alcuni fantasy, spesso la narrativa per ragazzi ecc.) hanno sicuramente bisogno di un arco di trasformazione dell’eroe, altrimenti risultano piatte e poco coinvolgenti per il lettore, che è interessato proprio alla lotta interiore del protagonista con sé stesso e non solo alle difficoltà esteriori che questi dovrà superare per ottenere ciò che vuole.

L’obiettivo di questo tipo di storia è, infatti, mostrare al lettore come superare un suo problema personale o come comportarsi per vincere i suoi difetti grazie all’esempio fornito dal protagonista. Alla fine del libro, il lettore avrà arricchito il suo bagaglio di esperienze in modo indiretto attraverso la figura del protagonista. In questo modo la storia rimarrà a lungo impressa nel suo cuore, perché sarà come se avesse sperimentato in prima persona gli eventi e la trasformazione interiore del protagonista.

Le storie senza un arco di trasformazione

Le storie incentrate sull’azione (thriller, gialli, western ecc.) non hanno necessariamente bisogno di un arco di trasformazione, perché a trainare la storia sono le azioni esteriori del protagonista.

Questi libri raccontano infatti una serie di eventi e avventure che capitano al protagonista e mostrano solo come l’eroe supera tutte le difficoltà che incontra, fino a raggiungere il suo obiettivo esteriore (portare a termine la missione, smascherare l’assassino ecc.). Si concentrano quindi sull’arco narrativo.

Tutto ciò che succede non ha ripercussioni sull’animo del protagonista e non lo aiuta a crescere o svilupparsi interiormente, al massimo potenzia la sua forza di volontà.

Questi libri sono perfettamente fruibili, non hanno nulla che non va. I lettori si divertono a leggerli e si distraggono per un po’ dalla loro vita quotidiana. Il giro d’affari di questo settore dimostra senza ombra di dubbio che c’è un pubblico di lettori che vuole esattamente questo.

Però ci sono anche altri lettori che, pur essendo interessati allo stesso genere, vogliono di più da una storia: vogliono vedere che effetto hanno tutte queste avventure e disavventure sul protagonista e sulla sua psiche, ossia vogliono assistere a un percorso di crescita interiore, che possa insegnare loro qualcosa sulla vita e sugli esseri umani. Quindi l’arco di trasformazione non va escluso a priori solo perché si sta scrivendo un thriller o un giallo.

Uno sforzo in più per lo scrittore

Progettare una storia che abbia anche un arco di trasformazione del protagonista richiede ovviamente molto più lavoro da parte dello scrittore, ma la soddisfazione sarà altrettanto grande e la storia ne trarrà in ogni caso giovamento. Inoltre, il lettore verrà coinvolto maggiormente nella narrazione e continuerà a leggere per sapere se e come il protagonista supererà il suo conflitto interiore e non solo quello esteriore posto dalle forze antagonistiche.

Soprattutto se intendiamo scrivere una serie, dobbiamo fare fin dall’inizio un approfondito lavoro di progettazione del protagonista per conferirgli una profondità psicologica, un trauma primo che gli darà filo da torcere per tutta la serie e comportamenti plausibili e in linea con questa ferita psicologica che si porta dentro.

La lotta interiore del protagonista sarà infatti il filo conduttore che porterà il lettore da un libro all’altro e per quello dobbiamo pianificare la serie in modo che in ogni libro il protagonista faccia un piccolo passo verso la soluzione del suo dramma interiore, senza però risolverlo del tutto fino alla fine della serie. In questo modo il lettore rimarrà sempre con noi.

Per scoprire come strutturare l’evoluzione emotiva del vostro protagonista e come progettare un arco di trasformazione che si intrecci con l’arco narrativo, oltre che come sviluppare personaggi indimenticabili, ambientazioni vivide e originali, un tema forte e dialoghi avvincenti, puoi iscriverti al corso di scrittura creativa di Storia Scrivendo cliccando qui!

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